 |
 |
 |
| Ultime notizie |
28 giugno 2008
Mario Cresci. A tutto tondo
|
 |
|
Fotografia Italiana arte contemporanea presenta l’ultimo progetto dell’artista Mario Cresci ispirato al mondo del polo.
Il gioco del polo che si pratica in un contesto così esclusivo, e la cui attrezzatura è così connotata e riconoscibile, non si presta facilmente ad essere preso in considerazione quale oggetto di un progetto artistico. Inoltre esso è praticato mediante l'uso del cavallo la cui iconografia rimanda a molteplici suggestioni di cui è così ricca la storia dell’arte e di conseguenza risulta molto difficile esprimere emozioni che lo riguardino scevre da questi e altri condizionamenti.
Tutto ciò doveva essere sublimato e superato sfuggendo ai canoni più congeniali alla foto di reportage, senza soffermarsi a raccontare le caratteristiche del gioco stesso e dell'ambiente in cui viene praticato: la narrazione non poteva essere quella di uno scontato racconto fotografico, ma l'attenzione doveva concentrarsi sulle cose meno visibili e sui dettagli che si arricchiscono così di significati e di simboli proprio perché vivono in quel tipo di contesto. Per fare tutto ciò bisognava affidare l'incarico ad un artista di grande talento che sapesse vedere e fotografare questo mondo speciale con un linguaggio che andasse oltre il reportage classico.
La scelta è caduta su Mario Cresci che per realizzare le sue opere ha dimostrato le sue straordinarie capacità, il suo talento, la sua conoscenza tecnica, la sua preparazione teorica e la dimestichezza con moltissime altre arti come il disegno, il design, la composizione grafica oltre all'amore, l'entusiasmo e l'impegno per tutto quello che fa.
Da sottolineare l’intuizione magistrale nella scelta del formato circolare delle opere, finalizzata a sottolineare il concetto di sfericità, così presente in questo universo: nel gesto del giocatore, ampio e rotondo, o nel dettaglio dell'occhio del cavallo, così inquietante e significativo nel richiamare tutte le sensazioni dell'animale, sia nell'attesa della gara che nel momento dell'azione. Sferico come la palla, oggetto al centro di questa straordinaria attività ricreativa e agonistica, che induce a chiamare “gioco” e non sport, questa attività, così come tutte le altre che nonostante l'enorme dispendio d’energia, la utilizzano per la loro pratica.
(Fabio Castelli) |
|

|
| |
|
|
 |
20 maggio 2008
I cinque anni di Fotografia Italiana
|
 |
|
Fotografia Italiana arte contemporanea celebra i suoi primi cinque anni di attività inaugurando due mostre martedì 20 maggio 2008.
“Nessuna onda può pettinare il mare”, curata da Luigi Fassi, nello spazio di Corso di Porta Nuova 34, si inaugura alle 18.00 e vede tre artisti finlandesi: Nanna Hänninen, Maarit Hohteri, Ola Kolehmainen dialogare con tre artisti italiani: Marco Campanini, Alessandra Spranzi, Silvio Wolf.
La personale di Carmelo Nicosia, “Nudi”, curata da Fabio Castelli, si inaugura invece negli spazi della galleria in Corso Venezia, 22 alle 20.00.
Sono disponibili nelle sedi delle mostre due cataloghi distinti, Nessuna onda può pettinare il mare, con testo di Luigi Fassi, e Nudi, di Carmelo Nicosia, con un testo di Gigliola Foschi.
|
|

|
| |
|
|
 |
1 aprile 2008
Marco Campanini. Collezione di Sabbia
|
 |
|
Fotografia Italiana arte contemporanea è lieta di presentare la prima mostra personale di Marco Campanini (Parma, 1981), artista già vincitore del 1° Premio Fotografia Italiana nel 2006.
Il progetto Collezione di Sabbia, in sintonia concettuale con i suoi cicli precedenti, Lo Specchio e il Mito, Gli Spazi dell’Utopia, Grand Tour e Isolario, prosegue il percorso d’indagine critica di Campanini sulla natura metamorfica propria dell’immagine e della fotografia contemporanee.
La ricerca dell’artista si è raccolta intorno agli interrogativi e ai problemi generati dalla molteplicità di immagini tecnologiche che invadono quotidianamente il nostro campo visivo, contribuendo all’ambigua percezione dello spazio contemporaneo, sempre più virtuale, amorfo, ambiguo e frammentario.
L’approccio analitico dei nuovi lavori di Campanini è teso a evidenziare la processualità strutturale che sottende l’esistenza delle immagini contemporanee, mediante una rinunzia alla dimensione dell’autorialità tradizionale della fotografia. Tutte le immagini in mostra sono così una riproduzione e riproposizione di files già esistenti scaricati dalla Rete e riconducibili a dettagli di opere di altri artisti. In esse è azzerato ogni residuo di figurazione e riconoscibilità, sino a renderle iconografie astratte di tonalità scure e ondivaghe, che alludono a uno stato primigenio e potenziale, un “grado zero” dell’immagine.
Questi lavori suggeriscono pertanto un complesso esercizio critico di lettura del mondo e dello spazio contemporanei, e tentano di rintracciare un valore nuovo all’interno della pulviscolarità dispersa del nostro comune universo iconografico, quel “mondo triturato ed eroso” caro a Calvino, dalla cui raccolta di articoli pubblicata nel 1984 prende il nome questa mostra.
La mostra rimarrà aperta al pubblico da mercoledì 2 aprile a venerdì 9 maggio 2008 dalle 15.00 alle 19.00.
Chiuso domenica e lunedì – sabato su appuntamento dalle 15.00 alle 19.00.
Il catalogo, con testi di Luigi Fassi e Marco Campanini, è disponibile in galleria. |
|

|
| |
|
|
 |
29 gennaio 2008
Luigi Erba. Camera chiara, camera oscura
|
 |
|
Fotografia Italiana arte contemporanea presenta Camera chiara camera oscura, una mostra di Luigi Erba su quattro momenti del suo lavoro organizzati nei cicli: Panorami per insetti, Costruzione di un paesaggio, Un luogo sull’altro, Paesaggio dissolto.
I quattro aspetti propongono il particolare uso che si può fare oggi della camera oscura in rapporto con la riproduzione digitale e con quello ancora esclusivo della tradizionale macchina fotografica analogica. Nel primo ciclo (Panorami per insetti) l’autore produce una “matrice” in camera oscura, sovrapponendo per contatto diretto sulla carta insetti e fiori secchi, su uno sfondo ottenuto in proiezione di fotogrammi da una tradizionale pellicola; nel secondo (Costruzione di un paesaggio) assembla diversi negativi con esposizioni multiple sullo stesso foglio o riduce il tempo di esposizione in sede di stampa dei singoli fotogrammi. In entrambi i casi l’opera che ne risulta è un pezzo unico e irripetibile che, con la successiva acquisizione in digitale, diviene matrice per ulteriori manipolazioni di montaggio in un metacrilato di alcuni centimetri, o in una teca contenitore di una scenografia vegetale, o più semplicemente con la tradizionale immagine su carta.
Si tratta quindi di un rapporto dialettico tra la magica creatività della camera oscura e della camera chiara. Diversa è la tipologia di ricerca di Un luogo sull’altro, lavoro che va avanti da oltre dieci anni: è realizzato in sede di ripresa con la macchina fotografica, sovrapponendo sulla pellicola immagini di luoghi diversi anche a mesi di distanza, contraddicendo così l’idea di fotografia come scatto che congela il tempo in un unico spazio e lasciando adito alla casualità.
A conclusione del percorso, con Paesaggio dissolto, si torna all’uso della camera oscura e della camera chiara dopo aver ottenuto un annullamento del tradizionale paesaggio mediante sfocature (Fabbrica) o distorsioni in sede di stampa (Case alpine), come per prendere una distanza emozionale dal senso iconico tradizionale del paesaggio.
La mostra si configura anche come un progetto di riflessione sulla fotografia: la progettualità e la costruzione da una parte e l’emozionalità e l’istinto dall’altra oltre che la potenzialità dei processi e materiali analogici e digitali. A un primo momento referenziale di immersione nel flusso della natura, se ne affianca un altro di costruzione dell’immagine di un paesaggio interiore ed emozionale di memoria, e uno successivo di annullamento del concetto dell’unicità-riconoscibilità del luogo, dello spazio e del tempo.
Inaugurazione martedì 29 gennaio solo su invito dalle 18.30 alle 21.00.
La mostra rimarrà aperta al pubblico
da mercoledì 30 gennaio a sabato 8 marzo 2008 dalle 15.00 alle 19.00.
Chiuso domenica e lunedì – sabato su appuntamento dalle 15.00 alle 19.00. |
|

|
| |
|
|
 |
15 dicembre 2007
Antonio Biasiucci. Ex Voto
|
 |
|
Fotografia Italiana arte contemporanea presenta uno degli ultimi lavori realizzati da Antonio Biasiucci, Ex Voto dedicato appunto agli ex voto, quegli oggetti, di semplice fattura, realizzati come testimonianza religiosa e popolare di devozione per una grazia ricevuta. Gli ex voto scelti da Biasiucci per le sue fotografie sono formelline d’argento, e di altro materiale più povero, che riproducono parti del corpo umano guariti da eventi miracolosi.. “Gli ex voto – afferma l’autore – sono minimali oggetti impregnati di storie umane complicatissime”. L’artista campano li ha ripresi secondo il suo stile che tende ad astrarre e ancor più a “estrarre” dalle cose elementari linee e luci che creano atmosfere suggestive, simboli di sentimenti ancestrali, epici e fuori dal tempo. Questo lavoro di Biasiucci, come i suoi precedenti, non si connota come un mero esercizio formale: al di là della suggestione visiva si legge chiaramente la Storia, quella formata da tante piccole storie di uomini e donne che si rapportano col sacro in chiave di semplicità simbolica.
La mostra rimarrà aperta al pubblico da domenica 16 dicembre a sabato 19 gennaio 2008 dalle 15.00 alle 19.00. La galleria chiuderà il 23 dicembre 2007 e riaprirà il 2 gennaio 2008. Chiuso domenica e lunedì – sabato su appuntamento dalle 15.00 alle 19.00.
Mostra in collaborazione col Festival Internazionale di Fotografia di Roma e con il Magazzino d’Arte Moderna di Roma. Catalogo in galleria. |
|

|
| |
|
|
 |
15 novembre 2007
Fotografia Italiana Arte Contemporanea partecipa a Paris Photo
|
 |
|
Paris Photo Salle Le Nôtre - Stand F09 du 15 au 18 novembre 2007 de 11h à 20h Carrousel du Louvre 99 rue de Rivoli 75001 Paris
Francesco Pignatelli Fraglie
Vernissage le 13 novembre à 18h30
ouverte jusqu'au 9 décembre 2007 de 9h à 22h
à l'Hôtel Castille 33-37 rue Cambon 75001 Paris
Le Prix Photographique BMW - Paris Photo 2007, dont le thème est L'Eau à l'origine de la Vie, récompensera l'artiste lauréat, Carrousel du Louvre le jeudì 15 novembre à 18h30. Silvio Wolf est parmi les finalistes.
Signatures de livres sur notre stand Mario Cresci 15 novembre 2007 à 15h00
Antonio Biasiucci
16 novembre 2007 à 15h00 |
|

|
| |
|
|
 |
7 novembre 2007
Francesco Pignatelli. Fragile
|
 |
|
Francesco Pignatelli presenta Fragile, la serie di lavori più recenti dedicati al paesaggio naturale. Si tratta di circa 15 opere, due organizzate in polittici, i cui soggetti sono alberi e scorci di boschi ripresi in Italia e all’estero, presentate in due modi diversi. Oltre al sistema più tradizionale – con le stampe montate in piano su supporto rigido e protette da Plexiglas – molte opere si configurano in modo originale, con le stampe su carta manipolate dall’autore che le ha piegate e costrette entro teche di Plexiglas dello spessore di 7 cm. Le opere assumono quindi un aspetto tridimensionale che pare voler metter in discussione lo splendore del paesaggio naturale – pur se proposto visivamente con lo stile dell’artista che ne rovescia i colori – per farci riflettere sul senso profondo della natura. Il ribaltamento cromatico infatti è la negazione del realismo e l’immagine piegata obbliga l’osservatore a girare attorno alla stessa per coglierne aspetti e letture diverse.
Scrive, tra l’altro, Giorgio Verzotti nel presentare la mostra: "[…] …più l’artista si avvicina, più si inoltra fisicamente dentro lo scenario naturale che indaga, più si allontana dal contatto con la realtà in cui è per altro immerso. Il rovesciamento dei colori vale anche come processo di abbandono, di allontanamento da ogni ipotesi di riconoscibilità. […] …Pignatelli aggiunge un approccio fisico all’immagine dove la carta fotografica non è più solo supporto ma diventa parte integrante dell’immagine stessa, superandone, così, la bidimensionalità. Una tale resa sul piano della fisicità sembra compensare la sensazione di scomparsa di cui sono intrise le immagini. “Fragile” è l’espressione contemporanea della fragilità della natura."
La mostra rimarrà aperta al pubblico
da mercoledì 7 novembre a mercoledì 5 dicembre 2007 dalle 15.00 alle 19.00. |
|

|
| |
|
|
 |
21 settembre 2007
Start. Reframe. Le stanze del tempo Francesco Radino
|
 |
|
Fotografia Italiana Arte Contemporanea apre la stagione autunnale 2007 con la mostra Reframe. Le stanze del tempo, di Francesco Radino. Si tratta di una ventina di opere suddivise in tre gruppi, tutte fotografie degli ultimi anni: da alcune in bianco e nero effettuate in Italia e Giappone tra il 1999 e il 2000 ad altre a colori dello stesso periodo che ritraggono dettagli della Basilica di San Clemente a Roma a quelle più recenti del 2007, realizzate nell’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli. Queste ultime sono organizzate in dittici che riprendono dettagli di antiche stampe presenti nel palazzo in cui si riflettono, fino a fondersi, scorci dei giardini del chiostro: giocando sulla diversa messa a fuoco, al di qua o al di là del vetro, Radino ottiene delle opere che, oltre la suggestione formale, fanno riflettere sulle diverse possibilità della visione e sui relativi differenti significati che ne scaturiscono. Questa doppiezza e ambiguità interpretativa – il mondo esterno riflesso sul vetro che occulta quasi l’ambiente interno o viceversa il predominio del dettaglio interno che prevale sul delicato e sfocato chiarore riflesso – costituiscono una delle chiavi di lettura, analitica e affascinante, di cui si serve Radino per la sua riflessione sul tempo e sullo spazio. Così come gli allusivi scenari delle immagini realizzate in Giappone o i dettagli carichi di storia degli affreschi e delle decorazioni del tempio cristiano inducono l’osservatore a portarsi sulla stessa lunghezza d’onda emotiva dell’artista..
In occasione di Start l’inaugurazione si terrà venerdì 21 settembre dalle 18.30 alle 21.00.
Sabato 22 settembre e domenica 23 settembre apertura dalle 12.00 alle 21.00.
La mostra rimarrà aperta al pubblicoda martedì 25 settembre a sabato 27 ottobre 2007. |
|

|
| |
|
|
 |
15 maggio 2007
[ ju | lü ] essenza e desiderio Nunzio Battaglia
|
 |
|
Il titolo, con i due ermetici monosillabi, è un riferimento preciso a una concezione dello sguardo sul mondo tipicamente orientale: sinteticamente, la parola ju è vicina al concetto occidentale di “essenza” delle cose ma nello stesso tempo allude anche al loro apparire per quello che sono nella loro autenticità; la parola lü invece si riferisce al momento più concettuale, di riflessione sulla percezione del mondo.
Visione e pensiero dunque nelle 21 opere della mostra e nelle altre in catalogo che spaziano dai paesaggi americani di ampio respiro a quelli
dell’estremo oriente, dettagli ripresi sempre con uno stile ispirato più al concetto del “togliere”, secondo un metodo di pulizia formale e di rigore compositivo. Gli elementi naturali e paesaggistici, a volte appena accennati, appena visibili, paiono così aleggiare in atmosfere magiche dove l’artista tenta di ricomporre i due momenti, apparentemente contraddittori, della percezione immediata e della riflessione meditata.
Inaugurazione solo su invito martedì 15 maggio dalle 18.30 alle 21.00. La mostra rimarrà aperta al pubblico da mercoledì 16 maggio a martedì 17 luglio 2007 dalle 15.00 alle 19.00. Chiuso domenica e lunedì – sabato su appuntamento dalle 15.00 alle 19.00 |
|
![<em>[ ju | lü ] essenza e desiderio</em> Nunzio Battaglia](news/battaglia_news.jpg)
|
| |
|
|
 |
31 marzo 2007
Start Milano
|
 |
|
Fotografia Italiana Arte Contemporanea aderisce a START, l’iniziativa nata tra molte prestigiose gallerie milanesi per la promozione delle iniziative artistiche presso un pubblico più ampio, ricorrendo in particolari periodi dell’anno ad aperture straordinarie delle gallerie. Apertura straordinaria delle gallerie in occasione di MiArt 2007, sabato 31 marzo fino alle ore 22.00
www.start-mi.net |
|

|
| |
|
|
 |
29 marzo 2007
MiArt 2007
|
 |
|
La galleria Fotografia Italiana arte contemporanea è lieta di comunicare che sarà presente a MiArt 2007, la dodicesima edizione della Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Milano, dal 30 Marzo al 2 Aprile 2007 con la mostra l'Invisibile di Silvio Wolf. Posizione stand: Pad. 4 stand G10
Per maggiori informazioni: miart.it.
"Bastano poche opere, quelle che vengono esposte in questa occasione, per rendere la complessità di un lavoro più che ventennale come quello di Silvio Wolf? La riposta è duplice: non bastano, per evidenti motivi, perché l’attenzione che l’artista ha rivolto al suo mezzo espressivo, la fotografia, si è aperta ad una indagine ad ampio raggio, che non può essere riassunto in queste relativamente poche opere. E bastano, nello stesso tempo, perché la sottile ambiguità che attraversa tutta l’opera di Wolf è concentrata in queste immagini, e la declinano nei modi che gli osservatori riconoscono, solo che si conosca a grandi linee il lavoro tutto dell’artista.
C’è come una doppia tensione le lavoro, che sembra mirare a due opposte direzioni. Da un alto, Wolf elabora spesso l’opera a partire dal contesto in cui si trova; essa nasce integralmente determinata dal luogo e soprattutto dalla storia del luogo, o dalle persone che lo hanno vissuto. L’intento insomma è quello di scandagliare lo spessore storico che ha fondato e definito quel particolare luogo, in senso antropologico, di leggerne la storia e quella dei suoi personaggi. (…)" Giorgio Verzotti |
|

|
| |
|
|
 |
19 marzo 2007
Gianluigi Colin Assenze
|
 |
|
Raccontare il senso del presente attraverso la rivisitazione di icone celebri del passato: è questo uno dei motivi di fondo della ricerca artistica di Gianluigi Colin che riesce a dare nuova vita alle immagini della grande storia dell’arte.
Con un procedimento meticoloso, esteticamente affascinante, Colin assembla, stratifica, cancella ed evidenzia: «Forse alla radice di tutto sta la convinzione che solo nell’assenza si coglie il valore della presenza» scrive Colin riflettendo sul proprio lavoro.
Manipolando e cancellando, quasi da iconoclasta, l’artista realizza un nuovo linguaggio in cui l’assenza rivela “un nuovo senso della realtà”. Le immagini acquisite nella memoria collettiva rivivono non soltanto sul piano formale, pur suggestivo, ma anche in forma di metafora, ribaltandone i significati in chiave contemporanea.
La mostra "Assenze" rimarrà aperta al pubblico
da mercoledì 21 marzo a martedì 8 maggio 2007 dalle 15.00 alle 19.00.
Chiuso domenica e lunedì – sabato su appuntamento dalle 15.00 alle 19.00. |
|

|
| |
|
|
 |
30 gennaio 2007
Franco Guerzoni, Paesaggi in polvere
|
 |
|
L’attività espositiva di Fotografia Italiana Arte Contemporanea propone come prima mostra del 2007, Paesaggi in polvere, opere realizzate negli anni settanta dall’artista Franco Guerzoni. Si tratta di opere in cui la fotografia svolge un ruolo primario ma dove l’intervento dell’artista attraverso inserimenti di altri materiali, di montaggi e manipolazioni varie riporta al clima sperimentale proprio degli anni settanta. In quegli anni Guerzoni condivise nella città emiliana molte esperienze con due importanti artisti-fotografi-teorici come Luigi Ghirri e Franco Vaccari, rimettendo in discussione brutalmente il modo tradizionale di rappresentare artisticamente il mondo, ricorrendo, più che all’imitazione, all’approccio concettuale, a volte di sapore neodadaista. Il titolo del lavoro richiama l’idea di un mondo fortemente segnato dal tempo e la polvere cui si allude si concretizza spesso in sedimenti vari, pezzi di intonaco, reazioni chimiche, elementi naturali che danno profondità tridimensionale alle fotografie, spesso usate come sfondo. Nel catalogo della mostra i due interventi di Marc Augé – non un critico d’arte ma un noto sociologo-etnologo – e Elena Volpato mettono in evidenza questi aspetti e il percorso culturale che li ha accompagnati.
La mostra rimarrà aperta al pubblico da mercoledì 31 gennaio a martedì 13 marzo 2007. |
|

|
| |
|
|
 |
7 novembre 2006
Marco Zanta Quarantanovegradi
|
 |
|
18 opere di Marco Zanta tratte dal progetto “Quarantanovegradi” in mostra nella sede milanese di Fotografia Italiana Arte Contemporanea. Si tratta di paesaggi e ambienti – nel progetto complessivo quarantanove, così come il titolo indica – ripresi dall'artista veneto in tre ambiti diversi, la fabbrica, le petroliere e i cantieri, luoghi tutti fortemente simbolici del lavoro dell'uomo.
Lo sguardo artistico di Zanta si è connotato e affermato in questi anni per le sue caratteristiche di limpidezza descrittiva unita a una forte partecipazione emotiva che rende le sue opere importanti nella sostanza e affascinanti nella forma.
La mostra è accompagnata da un volume che presenta il progetto nella sua totalità e che si avvale, a presentazione e commento, degli interventi critici di Mario Carraro, Italo Lupi, Angela Madesani e Francesco Zanot.
|
|

|
| |
|
|
 |
18 ottobre 2006
L’ultimo numero di Pagine di Fotografia Italiana
|
 |
|
È disponibile in galleria e viene inviato a chi ne fa richiesta l’ultimo numero (il N° 7, Autunno-Inverno 2006) della pubblicazione Pagine di Fotografia Italiana. www.paginedifotografiaitaliana.com
Al proposito ricordiamo che i lettori, in questo numero, troveranno una scheda da compilare e inviare completa dei propri dati a Fotografia Italiana: questo controllo consentirà di aggiornare la mailing-list e verificare i modi, cartacei o on-line, con i quali si desidera essere aggiornati sull’attività della galleria e sulla pubblicazione della rivista stessa. Sulla prima pagina campeggia un estratto dalla presentazione di Angela Madesani della mostra di Marco Zanta “Quarantanovegradi” programmata nella sede milanese tra novembre 2006 e gennaio 2007. Nella stessa prima pagina Nicoletta Rusconi fa il punto sull’attività della galleria, sulle ultime iniziative realizzate e su quelle in progetto.
La pagina 3 è dedicata alla mostra di Mario Cresci un’esposizione atipica in cui si intrecciano fotografia e disegno con la presentazione di Carlo Bertelli.
Continuano le riflessioni di Fabio Castelli, sul ruolo della fotografia nell’arte, soprattutto quella contemporanea e l’interrogativo che pone questa volta – La fotografia come arte applicata? – prende spunto da una mostra tenuta a Milano e da due articoli sulla stessa apparsi sul “Corriere della sera”.
Due pagine di considerazioni finali sugli esiti della prima edizione del Premio di Fotografia Italiana Arte Contemporanea con interventi di Pier Francesco Frillici, che svolge alcune riflessioni critiche, e Fabio Castelli che tira le somme anche dal punto di vista del mercato.
Puntuale ritroviamo la quarta tappa (La fotografia ai tempi delle avanguardie storiche) della serie di approfondimenti di Daniele Astrologo.
La rubrica Rumore di fondo di Pio Tarantini affronta il tema del paesaggio in fotografia tra documentazione e ricerca artistica. |
|

|
| |
|
|
 |
30 giugno 2006
Primo Premio Fotografia Italiana arte contemporanea
|
 |
|
Il premio Fotografia Italiana arte contemporanea nasce dall’esigenza di dare una risposta più esaustiva possibile a tutti quegli autori o artisti che nel tempo ci hanno proposto le loro opere per una valutazione.
Consapevoli di quanto fosse importante e di quante aspettative veniva caricato il nostro responso abbiamo deciso di radunare in un arco di tempo totalmente dedicato a queste attività l’esame di tutte le opere. Riteniamo infatti di grande delicatezza il ruolo che ci veniva richiesto e siamo consapevoli di quanta attenzione, garbo e fermezza debbano essere esercitati per assolvere in modo utile e soddisfacente questo impegno.
Coerentemente alla nostra attività primaria, il premio per i vincitori consiste nella partecipazione a una mostra organizzata presso la sede milanese di Fotografia Italiana e nella pubblicazione del relativo catalogo da presentare al nostro pubblico composto, tra l’altro, da potenziali clienti.
Questa iniziativa si inserisce nel programma della galleria che non guarda solo ai maestri o a nomi già consolidati ma che è bene attento al momento della ricerca e della scoperta di nuovi talenti. Ci pare importante e fondamentale, infatti, rivolgere particolare attenzione alle nuove generazioni, intese non solo in senso anagrafico quanto soprattutto in senso artistico.
Al premio hanno risposto ottantaquattro partecipanti. La visione e selezione delle opere è stata affidata ad una giuria, fortemente motivata dall’alta qualità media delle opere pervenute, formata da Nicoletta Rusconi, fondatrice e animatrice di Fotografia Italiana; da Ada Masoero giornalista e critico d’arte; da Roberto Mutti, giornalista e critico fotografico; da Claudio Palmigiano, avvocato e collezionista appassionato di fotografia e da Pio Tarantini, artista, docente di fotografia e caporedattore di “Pagine di Fotografia Italiana”.
Dei modi e dei dettagli di questa selezione abbiamo dato ampio resoconto sul numero 4 di Pagine di Fotografia Italiana, la pubblicazione della galleria. www.paginedifotografiaitaliana.com
Il successo dell’iniziativa ci induce a riproporre la seconda edizione fra due anni, dando al Premio una scadenza biennale, certi che questa esperienza, tanto semplice quanto poco praticata dalle gallerie private, troverà di nuovo la giusta attenzione, per la soddisfazione dei vincitori e per la politica programmatica perseguita da Fotografia Italiana.
|
|

|
| |
|
|
 |
|
|
| |
|
|